ALBA DELLE LANGHE

Bellezza, sapori, profumi Tartufo Bianco delle Langhe

Immersi nel verde delle colline delle LANGHE, scoprendo ALBA e i dintorni caratteristici per il tartufo bianco, sapori, arte e vini pregiati con soste per visite libere a BRA e GRINZANE CAVOUR.

DATE: 05 febbraio 2026 • 21 marzo 2026

PRANZO RISTORANTE con menù speciale: 

  • Antipasti delle Terre di Langhe: Affettati misti, Carne cruda, Vitello tonnato, Crespella agli asparagi 
  • Primi piatti locali: Tagliolini alla crema di tartufo, Plin al ragù
  • Secondo piatto: prelibato Brasato al barbera con polenta 
  • Dessert: Tris di dolci del territorio 
  • Acqua, Vino locale 1 bottiglia ogni 4 persone + Caffè.

Partenza da Brescia alle 7,00. Rientro a Brescia previsto per le ore 20,30 circa.

Partenza anche da Manerbio, Pontevico, Cremona.

QUOTA: 98,00 euro


Alba cosa vedere liberamente: le attrazioni principali

Alba, in passato celebrata come la "città delle cento torri" – tutte erette tra il Quattordicesimo e il Quindicesimo secolo – conserva oggi un numero limitato di queste strutture. Le meglio conservate si possono ammirare tra Piazza Risorgimento e Via Cavour. Molte di quelle sopravvissute sono state ridotte all'altezza dei tetti o integrate nelle costruzioni circostanti nel corso dei secoli.

Via Cavour

L'accesso principale alla città avviene solitamente da Piazza Garibaldi. Da qui si dirama Via Camillo Benso di Cavour, considerata una delle direttrici fondamentali del nucleo storico urbano. Questa elegante via d'ingresso mantiene un impianto di chiara matrice medievale. Immediatamente a sinistra, affacciato sulla piccola Piazza San Francesco, si trova l'edificio che ospitava in passato il Palazzo del Tribunale, oggi sede dell'Istituto Magistrale "Leonardo da Vinci". Proseguendo lungo Via Cavour si incontrano la Casaforte Riva e la Loggia dei Mercanti, risalente al XIV secolo, caratterizzata dalle sue ampie arcate esterne.

Il Cuore Storico di Alba

Il nucleo storico, dalla forma quasi circolare, conserva ancora le tipiche peculiarità del borgo medievale, con una notevole presenza di torri e caseforti. Il centro della città antica è Piazza Risorgimento, dove sorge il Palazzo Comunale, i cui interni custodiscono affreschi e dipinti che spaziano dal Trecento al Seicento. Nella Sala Consigliare è possibile ammirare una tavola di Macrino d'Alba datata 1501 e un'opera su tela di Mattia Preti del 1647.

Sempre sulla stessa piazza si erge il Duomo, o Cattedrale di San Lorenzo. Si tratta di una riedificazione del 1496 in stile gotico-lombardo di una preesistente chiesa romanica, della quale conserva i tre portali della seconda metà dell'XI secolo. Subì rimaneggiamenti tra il XVI e il XVII secolo e fu sottoposto a un profondo restauro tra il 1867 e il 1878. All'interno si trovano una tela di Claudio Francesco Beaumont e un pregevole coro ligneo intagliato risalente al 1512-1517. Il Campanile, del XIII secolo e modificato nel 1477, presenta forme romaniche con doppie bifore.

Via Vittorio Emanuele II

Lungo il lato destro del Duomo si imbocca Via Coppa, che conduce a Via Teobaldo Calissano, dove si trova la Chiesa di S. Domenico, eretta nei secoli XIII-XIV e più volte rimaneggiata. Essa conserva affreschi del XV e XVI secolo e un notevole portale strombato sulla facciata.

Da Piazza Risorgimento si estende Via Vittorio Emanuele II, l'arteria principale della città, conosciuta anche come la Via Maestra. Lungo il percorso si notano numerose abitazioni decorate con fregi in terracotta e finestre quattro-cinquecentesche. Proseguendo sulla Via Maestra si incontra la Chiesa di S. Maria Maddalena, riedificazione di una chiesa precedente su progetto di Antonio Bernardo Vittone del 1749, con facciata in cotto incompiuta. L'interno, a pianta ellittica, custodisce l'urna della Beata Margherita di Savoia e un crocefisso gotico. Dietro l'altare è collocato il pregevole coro delle monache. Affianco alla chiesa si accede a Via Paruzza, sede del Civico Museo Archeologico e di Scienze Naturali “Federico Eusebio”, che espone una significativa collezione archeologica dal Neolitico all'epoca romana, affiancata da una sezione naturalistica.

Un Momento di Relax

Se durante l'esplorazione di Alba desiderate concedervi una sosta, sono disponibili diversi locali accoglienti per gustare un buon caffè o un aperitivo con i rinomati vini delle Langhe. Tra i più apprezzati vi sono Il Mondo del Caffè, ideale per una colazione dolce o una pausa a base di gelati e pasticceria artigianale; il 100 Vini – Caffè La Brasilera, luogo storico legato oggi alla tradizione vinicola di Fontanafredda; oppure l'Hemingway Cocktail Restaurant, un ambiente raffinato e moderno, perfetto per un aperitivo serale con cocktail ricercati e rivisitazioni di specialità piemontesi.

È sotto le torri di questo incantevole borgo che convergono turisti gastronomici da ogni parte del mondo per non mancare all'esperienza culinaria per eccellenza: la grattata del Tuber magnatum Pico (Tartufo Bianco) sui piatti tradizionali della cucina di Langhe e Roero. Sapori ineguagliabili accompagnati dai vini più eccelsi del territorio: il Barolo e il Barbaresco.

Alba e l'Enoteca del Territorio

Alba trascende il ruolo di semplice capitale delle Langhe per essere riconosciuta come un polo cruciale per la produzione vitivinicola piemontese. La città e i suoi dintorni sono l'epicentro di un territorio unico, insignito dall'UNESCO del titolo di Patrimonio dell'Umanità per il suo paesaggio culturale dei vigneti. Qui, la tradizione enologica affonda le radici in secoli di storia e rimane tutt'oggi uno dei motori fondamentali dell'economia e del turismo locale.

Nell'area di Alba operano circa 290 aziende agricole, che coltivano oltre 700 ettari di vigneti, con una produzione media annuale che supera i 61.000 ettolitri di vino. Il territorio delle Langhe, grazie al Consorzio di Tutela Barolo-Barbaresco Alba Langhe Dogliani, raggruppa oggi circa 577 aziende vitivinicole su una superficie di 10.000 ettari, con una produzione complessiva di circa 60 milioni di bottiglie. Tali cifre attestano l'importanza di Alba come centro di eccellenza vitivinicola su scala regionale e nazionale.

I vini prodotti nel circondario di Alba si classificano in:

DOC: Barbera, Dolcetto e Nebbiolo

DOCG: Barbaresco, Moscato d’Asti e Barolo

La Storia Plurisecolare di Alba

Alba è un'antica area di insediamento neolitico, le cui origini risalgono tra il sesto e il terzo millennio della preistoria. Furono i Liguri Stazielli a stabilire i primi nuclei abitativi stabili. Nel 173 a.C. l'intera zona passò sotto il dominio dell'Impero Romano. Nell'89 a.C. la città fu ufficialmente denominata Alba Pompeia e ancora oggi conserva numerose vestigia in quanto importante "municipium" romano.

Il 967, con Aleramo, Signore delle Langhe, segna l'inizio di un periodo florido legato alla nascita del libero Comune, testimoniato principalmente dall'elevato numero di torri presenti nella città medievale e dalla costruzione della Cattedrale sul sito di un antico tempio primitivo.

Successivamente, la città fu segnata da un susseguirsi di alleanze e domini: dalle incursioni di Federico Barbarossa nel 1158 all'arrivo di Carlo d'Angiò nel 1259. Alba divenne teatro di sanguinosi scontri tra Francesi e Spagnoli durante il XVI secolo e fu solo nel 1628, dopo svariati tentativi, che venne annessa al territorio dei Savoia. I primi segnali della peste si manifestarono nel 1630, un flagello che decimò la popolazione nell'arco di un anno, e l'attività cittadina non riprese a pieno regime fino al 1680.

Il ciclo bellico continuò a caratterizzare le sorti della città. Dapprima divenne repubblica giacobina nel 1796 accogliendo Napoleone Bonaparte. In tempi più recenti, durante la Seconda Guerra Mondiale, Alba partecipò attivamente alla Resistenza, dichiarandosi per 23 giorni Libera Repubblica. Questo impegno le valse l'onorificenza della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua tenace attività partigiana.

BRA

Collocata tra le colline del Roero, un paesaggio caratterizzato da "rocche", vigne e castelli, Bra è un crocevia di storia, eccellenze enogastronomiche e cultura. Le sue origini sono antichissime, risalenti al Neolitico, toccando l'epoca romana e la dinastia sabauda, le cui testimonianze sono tuttora evidenti. Oggi è una cittadina di quasi 30 mila abitanti, rinomata in Italia e nel mondo per essere la sede del movimento Slow Food, per la sua eccellente Salsiccia, per i suoi eventi di risonanza internazionale e per essere uno dei centri del barocco piemontese.

Passeggiando tra le sue vie e le sue piazze, l'attenzione viene catturata dalla facciata curvilinea del Palazzo Comunale, dalla Chiesa di Santa Chiara – autentico capolavoro dell'architetto regio Bernardo Antonio Vittone – e dalla Chiesa della Trinità, nota anche come i “Battuti Bianchi”. Si aggiungono poi i Musei di Storia Naturale, di Arte e Archeologia e del Giocattolo, oltre alla centrale Via Cavour, un luogo di ritrovo storico, caffè e locali, frequentato anche dallo scrittore Giovanni Arpino. Non si può dimenticare la Zizzola, l'edificio simbolo della città che domina il panorama dall'alto del colle Monteguglielmo.

Inoltre, Pollenzo, la sua frazione più nota, ospita un complesso architettonico sulla sua piazza che evoca gli antichi splendori di una delle residenze private della famiglia reale. Pollenzo è una delle Residenze Sabaude dichiarate Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1997. All'interno di questi spazi storici, da diversi anni, l'Università di Scienze Gastronomiche accoglie studenti da ogni parte del mondo, mentre la caratteristica torre che spicca sulla piazza ospita un'originale Banca del Vino, dove sono conservati e affinati alcuni dei più celebri cru italiani.

Bra è anche una terra ricca di buon cibo e ottimi vini. Chi non ha mai sentito parlare della celebre Salsiccia di Bra, un insaccato di vitello autorizzato dalla Casa Savoia, ideale da gustare anche crudo? O del formaggio, che porta il nome della città stessa: il Bra DOP – nelle varianti tenero e duro –, una delizia celebrata insieme a formaggi internazionali durante la manifestazione "Cheese! Le forme del latte". Si aggiungono i prodotti freschi degli orti, il pane... fino ad arrivare a un panino "locale e slow", il Mac 'd Bra, che racchiude in un unico morso tutti i sapori del territorio. Questo prezioso patrimonio è valorizzato da Bra, uno dei quattro comuni italiani fondatori del movimento Città Slow, anche nella quotidianità, con un servizio di mensa scolastica tra i più all'avanguardia a livello nazionale, dotato di certificazione di qualità Iso 9001 e basato sull'utilizzo di prodotti a chilometro zero.

Una città a misura d'uomo che negli ultimi anni sta emergendo come ambita meta turistica, grazie anche agli eventi che animano questo piccolo gioiello del Piemonte, dalla fiera di Pasqua e Pasquetta al Salone del Libro per Ragazzi, dalle rassegne estive a Cheese, passando per Bra’s e Da Cortile a Cortile.

GRINZANE CAVOUR

Grinzane Cavour è situato a 6 chilometri da Alba, sulla via che conduce a Barolo e Monforte.

Disposto su un colle interamente circondato dai vigneti, il paese è dominato dal suo castello medievale. La chiesa parrocchiale, la cui costruzione fu voluta dal Conte Camillo Benso di Cavour, è dedicata alla Madonna del Carmine. Il toponimo di questo piccolo borgo rende omaggio allo statista risorgimentale che fu sindaco di Grinzane per diciassette anni, dal 1832 al 1849. Tra le attività artigianali e industriali presenti nella pianura sottostante, dove si è sviluppato il nucleo abitativo, spicca la produzione del torrone.

La festa del paese si svolge a settembre.


Grinzane Cavour (Cenni Storici)

Grinzane (con 468 abitanti all'epoca del censimento) si trova in posizione elevata, sulla sponda sinistra del torrente Talloira, a 4 chilometri da Diano d’Alba, e ospita la parrocchiale della Madonna del Carmelo e la Congregazione di carità. Vi è tuttora presente l'antico castello, e il prodotto agricolo principale è il vino.

Cenni storici. Fu dominio dei marchesi di Busca e in seguito di quelli del Monferrato, dai quali passò a un Matteo Calderari e per matrimonio a Gabriele Nuvolo, che lo vendette a Petrino Bello, senatore. Dai discendenti di quest'ultimo lo ricevette in dote il marchese Amedeo Del Pozzo di Voghera, conte di Ponderano. Grinzane divenne poi signoria degli Argentieri, e successivamente della nobile Adele Alfieri di Sostegno, discendente in linea materna dal marchese Gustavo di Cavour. Grinzane ebbe come sindaco, per oltre 15 anni, l'illustre statista Conte Camillo Benso di Cavour, allora comproprietario, assieme al fratello Gustavo, del castello e di circa due quarti del territorio comunale.

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